Il Cappellaio sgranò gli occhi tondi tondi, ma non disse altro che: “Perché un corvo è uguale a una scrivania?”
“Credo di riuscire a indovinarlo” rispose Alice a voce alta.
“Vuoi dire che pensi di sapere la risposta?” chiese la Lepre Marzolina.
“Proprio così” rispose Alice.
“Allora dovresti dire chiaramente quello che intendi” continuò la Lepre Marzolina.
“Certo,” rispose frettolosamente Alice “o almeno… cioè… voglio dire… è la stessa cosa, non ti pare?”
“Certo che no!” replicò il Cappellaio. “Perché allora si potrebbe dire che ‘Io vedo quello che mangio’ è lo stesso di ‘Io mangio quel che vedo’!”.
“Si potrebbe anche dire” aggiunse la Lepre Marzolina “che ‘Mi piace quello che prendo’ è la stessa cosa di ‘Prendo quello che mi piace!’”.
“Si potrebbe anche dire” aggiunse il Ghiro, che sembrava parlare nel sonno “che ‘Io respiro quando dormo’ è uguale a “Io dormo quando respiro’!”.
“Per te è la stessa cosa” disse il Cappellaio, e qui la conversazione si interruppe e il gruppo rimase seduto in silenzio per qualche tempo, mentre Alice cercava di farsi venire in mente tutto quello che sapeva sui corvi e sulle scrivanie, e non era poi gran che.
